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10/07/2007 - Le cittą dell'Esagono


Un territorio di grande bellezza e di notevoli opportunità: cultura, ambiente, tradizioni, enogastronomia si intrecciano in quest’area geografica, nel cuore del Veneto.
Sei città dalla forte tradizione storico-artistica - Asolo, Bassano, Castelfranco, Cittadella, Marostica, Possagno .
Qui Antonio Canova incrocia il suo genio con quelli di Andrea Palladio, di Jacopo da Ponte e del Giorgione: città murate, musei, opere d’arte, artigianato, prodotti tipici e paesaggi naturali - sulla linea irregolare dove la pianura veneta incontra la fascia collinare pedemontana - tutti da scoprire.
E l'Hotel Canova è l'ideale per il tour delle città murate dell'Esagono perchè si trova proprio al centro di questo percorso.
Chiedi la tua offerta personalizzata per il tuor delle città murate dell'esagono oppure compila il form di richiesta prenotazione.

Scopri tutte le città e i loro luoghi di interesse!
Asolo, la raffinata
Bassano del Grappa, l'operosa
Marostica, l'eclettica
Possagno
Castelfranco Veneto, la ricca
Cittadella, la tradizionale


ASOLO, la raffinata
Regina di cuori, arroccata sul dolce rilievo collinare.
Habitat naturale di viaggiatori, artisti, scienziati, musicisti, teste coronate, raccoglie nel centro storico uno scrigno di gioielli e suggestioni.
Ogni passo è una traccia a ritroso.


Il borgo medievale, perla architettonica del Veneto, gode di una posizione panoramica incantevole, tanto da essere battezzata da Giosuè Carducci come “la città dai cento orizzonti”. La Rocca domina il centro storico che ospita il Castello, la Cattedrale, con una pala di Lorenzo Lotto, e il quattrocentesco Palazzo della Ragione. Suggestiva la passeggiata tra le vie ed i portici del centro storico che hanno incantato gli artisti di tutto il mondo, da Eleonora Duse, a Frey Stark, a Hemingway, alla Regina Cornaro, a D'Annunzio.
Concessa in dominio nel 1948 a Caterina Cornaro, regina di Cipro, divenne centro di una piccola corte, frequentata da illustri letterati del tempo, tra cui Bembo, che vi scrisse gli asolani.
Nel secolo XIX vi si stabilì il romantico inglese Robert Browning che qui compose i suoi ultimi versi Asolando e dopo di lui altri poeti e artisti italiani scelsero la "terra di riposo e d'ispirazione", attratti dalla bellezza del luogo: il poeta e scrittore Eugene Benson, Henry James, l'architetto cArlo Scarpa, gli scrittori Ernest Hemingway e giosuè Carducci, il pittore Filippo De Pisis e i musicisti Igor Strawinsky e Gian Francesco Malipiero.
La divina Eleonora Duse amò soggiornare ad Asolo e qui è sepolta, nel cimitero di Sant'Anna.
Rimangono quindi: la cinta muraria, il Castello della ReginaCorndaro, al cui interno è ospitato il teatro di Eleonora Duse e la casa di Eleonora Duse.

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BASSANO DEL GRAPPA, l'operosa


Terra di commerci e crocevia di scambi, si è rivelata fertile per tesitori e orasi, ceramisti e falegnami.
Contrada operosa e opima, comunità d'origine millenaria che negli annali ha iscritto il nome di Jacopo da Ponte, le gesta dei Remondini, lo spirito di Nardini.


Bassano del Grappa è una città molto antica, attraversata dal fiume Brenta e situata ai piedi delle Alpi Venete tra il Monte Grappa e l'Altipoiano dei Sette Comuni.
Bassano è una città di grande spirito critico e di cultura. Il suo centro storico ricco di piazze, chiese, tesori, palazzi, torri e monumenti di grande interesse, si è sviluppato intorno ad un nucleo medievale millenario, sorto sul colle di Santa maria, dove ancor oggi si innalzano il Castello e l'antica Pieve di Santa Maria, duomo della Città. Qui sono conservati un pregiatissimo organo settecentesco del Docci e degli altari barocchi.
Il caratteristico Ponte degli Alpini, Jacopo Da Ponte e la fine produzione ceramica sono i simboli che le attribuiscono notorietà internazionale. Il Ponte in legno, opera di Andrea Palladio, il Castello degli Ezzelini, il Museo Civico e numerosi palazzi affrescati impreziosiscono il centro storico. Il Ponte è ormai il simbolo della città e dal ponte si ammira un seggestivo panorama delle Prealpi a destra, ai pidei del colle dominato dal castello, l'antico borgo di Morgan; sulla sinistra l'elegante struttura di Villa Priuli; intorno al ponte sorgono interessanti botteghe artigiane e la famosa Grapperia Nardini.
Le testimonianze medioevali si mescolano con l’architettura veneziana all’interno delle tre cinte murarie, che segnano lo sviluppo urbano della città di origini romane. La prima cerchia di mura partiva dal Castello, scendeva fino a piazza Garibaldi presso la Torre Granda, da dove scendeva fino al Porto di Brenta e risaliva a nord costeggiando la riva del fiume. La seconda cinta muraria partendo da Porta Aureola arrivava all'attuale viale delle Fosse. Infine la seconda cerchia delle mura del castello che è anche la più interna.
Ma Bassano è anche la città dipinta. Tra la fine del '300 e gli inizi del '400 lavorarono a Bassano autori di grande spessore e cultura.
Durante il XV secolo ci fu un proliferare di affreschi di facciata nelle dimore private. Nella metà del '400 furono in voga decori a finta tappezzeria e a finti intarsi marmorei. Nel '500 l'impulso della decorazione degli edifici ricevette spinta da una fiorente scuola di artisti locali: dai Nasocchi e dai Da Ponte.
E l'ormai famoso Opera Estate Festival che trasfoma i luoghi storici in teatro per i più famosi artisti internazionali della recitazione, del canto, della danza e della musica.

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CASTELFRANCO VENETO, la ricca

La grande pittura di Giorgione la identifica nella sua componente culturale,
le ville, antiche e moderne, ne punteggiano il territorio;
il borgo medievale chiama al passeggio, fra la torre civica, villa Balasco, il sinuoso corso del Muson e il gioiello del teatro accademico.

La città di Giorgione
conserva, tra le mura medioevali, tutto il prestigio di una città d’arte. La Pala di Giorgione, all’interno del Duomo e il fregio di casa Marta-Pellizzari sono nel cuore della città, assieme al settecentesco Teatro Accademico.
Palazzi affrescati si affacciano sulla scenografica piazza che costeggia le mura del Castello, costruito dai Trevigiani nel XII secolo per difendere i propri confini.
Castelfranco Veneto deve il proprio nome al castello "franco" da imposte per i suoi primi abitanti difensori. Città murata per sua stessa definizione conserva quasi integralmente la cinta muraria e le sei torri che si innalzano ai quattro angoli e nei punti meridiani di oriente e meridione.

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CITTADELLA, la tradizionale
Dall'alto sembra una collana la cnta muraria che circoscrive morbida l'urbe.
la storia vi scorre, fra gli strasichi della dolce lingua cadenzata degli abitanti: così legati alla gloriosa tradizione rurale veneta da rievocarla con manifestazioni folcloristiche.


Le mura imponenti che cirdondano la città, sovrastate da ben 32 torri sono pressochè intatte ed il sentiero che segue il giro del fossato ne propone una visita suggestiva. L’origine della città risale al 1220 quando il comune di Padova fece costruire la cinta muraria per proteggere il proprio territorio.
La cortina di mura, uno degli esempi di sistema difensivo medievale  meglio conservati d'Europa, consente la visita del camminamente di ronda dalla CAsa del Capitano fino alla Torre di Malta.
L'accesso alla città è garantito da 4 porte munite di ponti in muratura, rivolte verso le principali città limitrofe, in corrispondenza dei quattro putni cardinali: porta treviso a est, porta padova a sud, porta vicenza a ovest e porta bassano a nord.
Il centro storico custodisce autentici tesori: il Castello di Porta Padova, con la torre di Malta, citata nella Divina  Commedia, l’antico Palazzo Pretorio e il prestigioso Teatro Sociale, uno dei pochi realizzati a palchetti nel Veneto, il castello di Porta Bassano, difeso da un piccolo fossato, con la casa del capitano della guarnigione, il torrione di Porta Vicenza e di Porta Treviso, con arcata affrescata.
Infine nella piazza centrale sorge il Duomo, imponente struttura neoclassica edificata nella seconda metà del 1700. Nell'ampia navata si allineano sei altari, su quattro dei quali vi sono opere di Leandro Bassano, Lattanzio Quarena, Sebastiano Santi e Michele Fanoli. La Cena in Emmaus, celebre opera di Jacopo da Ponte, è custodita nella sagrestia.

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MAROSTICA, l'eclettica
La stola delle mura tesse il Monte Pausolino fra il castello inferiore e il suo pari che svetta al colmo.
E' città di scacchi, ciliegie e umoristi.
Conosciuta per la partita sulla piazza a riquadri bianchi e neri e animata da pezzi viventi che ad anni alterni infiamma i seguaci si Vieri e Rinaldo.


Marostica vi darà il benvenuto con le sue maestose a ntiche mura, i poderosi castelli e la piazza dell'enorme scacchiera. Con un effetto scenografico di rara suggestione, la cinta muraria parte dal colle che domina la città per scendere fino al centro storico, collegando il Castello Superiore a quello Inferiore.
Già castrum romano, Marostica seguì le vicende di Bassano e la fortificazione subì diverse modifiche. Nel medioevo Marostica era un piccolo borgo che si snodava ai paiedi del Monte Pauso. Sul colle si ergeva il castrum, ossia un castello fortificato, poi sostituito dall'attuale Castello Superiore costruito da Cangrande, in posizione distaccata dal borgo, ma dominante le valli collinari e tutta la pianura.
Il Castello Inferiore si affaccia sulla piazza principale dove si disputa la celebre partita a scacchi con personaggi viventi.


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POSSAGNO
Famosa per essere il paese natale dell'artista Antonio Canova, Possagno accoglie il visitatore con l’imponente e stupenda visione della cupola e del pronao del tempio canoviano, che si staglia candido, sovrastando il centro abitato.
Il Tempio neoclassico che sovrasta il panorama delle colline attorno a Possagno lega la cittadina al nome del suo figlio più illustre, Antonio Canova, che lo progettò come chiesa per il suo paese.
Nel Tempio, che custodisce la Tomba dell’Artista, sono collocate alcune sue opere: l’Autoritratto in marmo, la Metope e la Pala dedicata alla Deposizione. il tempio è dedicato alla trinità. Canova pose la prima pietra l'11 luglio 1819. Nell'imponente costruzione neoclassica si distinguono tre elementi ispiratori: il colonnato dorico (che richiama il Partenone di Atene), il corpo centrale (simile al Pantheon romano) e l'abside in posizione elevata come nelle antiche basiliche cristiane. All'interno la volta è ripartita in 32 cassettoni quadrangolari, ciascuno dei quali presenta un rosone dorato.
Un ampio viale collega il Tempio alla Gipsoteca e alla Casa del Grande scultore. Il museo canoviano presenta un'articoalta serie di edifici espositivi, di epoche diverse, e numerose collezioni delle opere di Antonio Canova.
Possagno va orgogliosa sia dei tesori d'arte che custodisce quanto della sua operosità nel campo produttivo delle industrie, delle sue fabbriche di laterizi e delle cave di pietra, da cui traggono vita numerosi laboratori di scalpellini e decoratori.

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