e se ti piace cavalcare...
e vuoi sentire sotto di te la vita che scorre dentro ad un
cavallo forte e possente, mentre sei sul suo dorso e tieni le redini, e stai guadando un fiume o passeggi
insieme ad altre persone sui colli asolani.
A
pochi passi dall'Hotel Canova c'è un Maneggio con cui l'albergo è convenzionato. Ciò
vi permetterà di trascorrere bei momenti a cavallo godendo la natura e i magnifici paesaggi dei Colli
Asolani.
Vi racconto come faccio, dopo aver imparato in tutt'altro modo
quando ho iniziato a montare a cavallo.
Faccio montare all'allievo (giovane o adulto) un cavallo tranquillo e comodo, con
andature sciolte e morbide. Un cavallo ben addestrato prende questo tipo di andatura.
Metto alla corda il cavallo, circolo di circa 8 m. Incrocio le staffe sul garrese.
Metto uno staffile intorno al collo come collare. L'allievo allunga completamente le gambe e si tiene al
collare con la mano destra. A mano sinistra il braccio sinistro cade lungo il fianco. A mano destra inverto la
posizione delle braccia.
Un po' di passo, poi trotto. Ricerco l'equilibrio del busto, che dipende, come a
terra, dal mettere il peso del busto perpendicolare sulla base. A terra la base sono i piedi. L'equilibrio è
istintivo. A cavallo, senza staffe, la base sono le natiche. L'equilibrio è meno istintivo. Spiego come avanzare il
bacino, avanzare la cintura, rilassare gambe e braccia. Più le gambe sono distese, più si abbassa il baricentro,
più aumenta l'equilibrio.
Quando vedo che al trotto l'equilibrio è raggiunto sufficientamente, chiedo al
cavallo il galoppo. Raccomando all'allievo di accompagnare con il movimento oscillatorio del bacino le falcate di
galoppo del cavallo, di non stringere i ginocchi, di distendere bene le gambe, di retrocedere le spalle. Gli do con
la voce il tempo, che è quello delle falcate di galoppo.
Queste lezioni possono durare più sedute. Il numero dipende dall'attitudine
dell'allievo.
Allora: insegno prima a galoppare seduto.
Quando l'allievo ha preso un buon equilibrio del busto, allora allargo il circolo,
abbasso le staffe, faccio introdurre il primo terzo dei piedi nelle staffe e accorcio gli staffili gradatamente,
finché l'allievo non può più galoppare seduto e si deve mettere per forza in equilibrio sulle staffe.
Fermo il cavallo e faccio sentire all'allievo l'importanza della posizione della base
(staffe e piedi) per prendere e conservare l'equilibrio sulle staffe. Se le gambe sono ben messe, le articolazioni
(caviglie, ginocchi, bacino o articolazione coxofemorale) sono libere di funzionare correttamente e rappresentano
gli ammortizzatori del cavaliere: si chiudono quando il cavallo sale, si aprono quando il cavallo scende sotto il
cavaliere. Il galoppo ha infatti un andamento sinuoso sul piano verticale.
In più si aggiunge l'aderenza dei polpacci che aumenta nelle situazioni di
necessità.
Insegno, successivamente al galoppo seduto, quello in equilibrio sulle
staffe.
La mia prima competizione pubblica importante è stata un cross
country in ippodromo (Torino, ippodromo di Mirafiori, ora scomparso, giugno 1952, con il pubblico che puntava
al totalizzatore). Ho imparato a galoppare sulle staffe (molto corte) senza tutto il procedimento descritto
sopra.
Nel maneggio troverai i consigli utili per iniziare a
galoppare.
Da come montare in sella fino a muovere i primi passi con il cavallo. Ad esempio
quando si galoppa è importante tenere le gambe strette e scaricare il proprio peso sulle staffe anziche' sul dorso
del cavallo per evitare di essere pericolosamente sballottati.
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